La vigna: perchè il vino nasce soprattutto qui

Più di 70.000 viti, allineate ed abbracciate in lunghi filari, disegnano le forme dei campi e dei sentieri. In questi terreni hanno trovato l'habitat ideale soprattutto vitigni rossi: il Merlot, il Cabernet Franc ed il Cabernet Sauvignon; ma da qualche anno sono tornati ad abitare anche i vitigni dei nostri avi, la Pattaresca, la Turchetta, la Gatta ed altre varietà: uve dimenticate, ma che forse hanno ancora qualcosa da raccontarci.
La vigna, infatti, a differenza dei cereali e anche di molte piante da frutto,
non è una coltivazione immediatamente produttiva:
piantare una vigna è come fare un matrimonio con la terra,
è gesto di grande speranza, che non a caso la Bibbia
pone come primo gesto compiuto da Noè dopo il diluvio.
Significa stipulare un'alleanza con un pezzo di terra,
affermare che lì, in quel posto preciso, si vuole dimorare,
che ci si prende il tempo di attendere lì e non altrove
i frutti del proprio lavoro:
coltura e cultura “radicalmente” diversa da quella nomadica
è quella della vigna, una sorta di patto nuziale tra l'uomo e la natura
senza il quale non può nascere la “civiltà”.
non è una coltivazione immediatamente produttiva:
piantare una vigna è come fare un matrimonio con la terra,
è gesto di grande speranza, che non a caso la Bibbia
pone come primo gesto compiuto da Noè dopo il diluvio.
Significa stipulare un'alleanza con un pezzo di terra,
affermare che lì, in quel posto preciso, si vuole dimorare,
che ci si prende il tempo di attendere lì e non altrove
i frutti del proprio lavoro:
coltura e cultura “radicalmente” diversa da quella nomadica
è quella della vigna, una sorta di patto nuziale tra l'uomo e la natura
senza il quale non può nascere la “civiltà”.
da “Il Pane di Ieri” di Enzo Bianchi Priore della Comunità Monastica di Bose












